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Articolo per Reporter
E' stato scritto il
30/8 e verrà pubblicato nel numero in edicola il
3/9
Cari
amici navigatori,
la cosa migliore da fare
sarebbe un copia e incolla dell’articolo
precedente.
Nell’ultima settimana, infatti, non ci sono state novità degne di
nota.
I livelli “critici” degli indici, lira più o meno, non sono
cambiati.
Venerdì 27 Agosto, infatti, l’SP500 è rimbalzato proprio
sul supporto segnalato e ormai i corsi rimangono ingabbiati
nel rettangolo tra 1.050 e 1.130.

Dobbiamo aspettare che un nuovo impulso li faccia uscire da uno dei lati.
Dovessero rompere al ribasso, come già spiegato, dovremmo interpretare
questo segnale come la fine del trend rialzista
iniziato diciotto mesi fa.
Non sarebbe carino.
Anche gli indici europei (Dax attorno a 5.800, Cac 40 fra
3.300/3.400, Ftse/Mib 40 nei pressi di 19.000) si trovano
a cavallo di importanti livelli dove i compratori dovrebbero essere
invogliati ad uscire dalle tane: un rimbalzo, perciò,
anche se non entrerà nella storia, dovrebbe essere lo scenario con
maggiori probabilità di successo nel breve termine.
I future obbligazionari salgono
sempre a manetta e comprimono i rendimenti a livelli risibili.
Interpretazione del buon padre di famiglia: siccome sotto zero non
potranno andare mi sembra più probabile una loro
ripresa.
Comprare titoli a reddito fisso ora, quindi, mi sembra un grosso azzardo.
Il potenziale di guadagno si assottiglia sempre più mentre aumenta di
conseguenza il rischio di lasciarsi le penne.
Sulle valute devo registrare il rimbalzo dell’euro dopo che la nostra
moneta ha registrato rotture preoccupanti sia contro
Dollaro ma soprattutto contro Yen.
Al momento posso solo notare che, insieme al Dollaro Canadese e fino a
prova contraria, la valuta comunitaria è la più
debole (tra quelle più importanti).
L’Oro è rimasto mummificato a ridosso di 1.240$: dal punto di vista
tecnico siamo vicinissimi ad un punto chiave.

Se il triplo massimo=1.250$ che incombe dall’alto dovesse aver campo vinto
potrebbe iniziare una fase ribassista degna
di nota.
In questo momento, infatti, la stragrande maggior parte degli analisti è
super bullish sul metallo giallo. Alcuni colleghi,
addirittura, sparano dei target fantascientifici.
Se i corsi dovessero scendere sotto 1.210$ potrebbe essere una sorpresa
generalizzata e la fase discendente risultare
più forte del previsto.
Al contrario: sappiamo che quando un asset finanziario rompe i massimi
storici, generalmente, accelera con forza verso
lidi inesplorati.
La morale è che, a mio parere, fra non molto sull’Oro si creeranno
le condizioni per un forte movimento direzionale.
E ci sono tutti gli strumenti per sfruttarlo (al ribasso con gli Etf
-anche se sono poco trattati-).
Il Petrolio ha rimbalzato leggermente a cavallo di 70$ al barile;
il supporto rimane tra 68/70$ e, se si avvicinasse nuovamente, potrebbe
diventare un’occasione d’acquisto.
Azioni Italia: seguo sempre l’Unipol come se fosse una bionda
svedesona che prende il sole un po’ svestita! E’ atterrata sul doppio
minimo storico=0,51€: se riuscirà a superare 0,535€ potrebbe essere il
primo segnale di forza.
Il punto chiave, però, è 0,61€: se supera questo scoglio, probabilmente,
sarà da comprare con il badile. Non manca molto.
Tenaris cerca di rimbalzare ma è a rischio: se va sotto 13€ sono
guai seri.
Telecom Italia ha fatto il suo pull back classico ed è già
ripartita: il suo obiettivo rimane nei pressi di 1,15€.
Stm è affondata fino a 5,25€ e si trova in una situazione di
profondo ipervenduto tecnico: attorno a 5€ c’è un fortissimo
supporto e val la pena seguirla con attenzione.
Mediobanca è tornata vicino a 6€: tra 5,7€ e 6€ credo sia doveroso
mettersi alla ricerca di un nuovo punto d’acquisto.
5,7, infatti, è un livello da dove è sempre rimbalzata con violenza.
Italcementi dovrebbe riprendersi già sopra 5,85€ mentre Geox
si è riavvicinato ai minimi storici.
Se tornerà sopra 3,8€ dovrebbe mettere a segno un bel recupero.
Fondiaria (per fortuna) è rimasta sopra ai minimi storici mentre la
concorrente Generali è atterrata sul supporto=14€: un’eventuale
discesa sotto 13,5€ sarebbe piuttosto negativa.
Il Banco Popolare ha trovato un valido supporto nei pressi di
4,25€: il ribasso, probabilmente, è finito.
Le sue convertibili rimangono a 106 e non si muovono da lì.
Evidentemente, a meno che il Banco non crolli sotto 4€ (e allora occorrerà
aprire il paracadute), dovrebbero aver già
trovato il fondo.
A Lunedì prossimo,
Franco Meglioli

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